La lunga spiaggia bianca de La Cinta a San Teodoro con l'isola di Tavolara all'orizzonte sotto un cielo azzurro
La Cinta e l'isola di Tavolara — foto: Emabarto01 · CC0 · Wikimedia Commons

Tra Olbia e la Baronia, il tratto di costa di San Teodoro custodisce alcune delle spiagge più fotografate della Sardegna: sabbia finissima, acque che sfumano dal turchese al blu intenso e, quasi ovunque, la sagoma inconfondibile dell'isola di Tavolara a fare da sfondo. Per chi soggiorna nell'entroterra gallurese sono la meta ideale per una giornata di mare: si arriva, si sceglie la spiaggia in base al vento e alla voglia di natura o di servizi, e si rientra la sera verso la quiete delle colline.

La Cinta: cinque chilometri tra mare e stagno

La spiaggia simbolo del paese è La Cinta, una lunga lingua di sabbia bianca di circa cinque chilometri, sostenuta da dune, che separa il mare dallo stagno di San Teodoro. Il fondale è basso, senza scogli e digrada dolcemente: una caratteristica che la rende molto amata dalle famiglie con bambini. Alle spalle della spiaggia, nelle acque salmastre dello stagno, si possono osservare da vicino i fenicotteri rosa, insieme a folaghe, aironi rossi, fraticelli e germani reali. Di fronte, il profilo calcareo di Tavolara domina la baia. La Cinta è anche un punto di riferimento per gli sport d'acqua: noleggio di canoe e pedalò, scuole di vela e di kitesurf, con una zona dedicata a chi pratica il kite.

Cala Brandinchi, la "piccola Tahiti"

A nord del paese si trova Cala Brandinchi, soprannominata da molti "la piccola Tahiti" per il colore dell'acqua e la sabbia candida. È una baia raccolta, protetta da una pineta che offre ombra nelle ore più calde. Alle spalle della spiaggia si estende lo stagno di Brandinchi, frequentato da aironi, cavalieri d'Italia e fenicotteri: un piccolo paradiso per il birdwatching, a pochi passi dagli ombrelloni.

Lu Impostu e Capo Coda Cavallo

Separata da Cala Brandinchi dal piccolo promontorio di Capo Capicciolu, Lu Impostu è una striscia di sabbia e dune di circa un chilometro che arriva fino a Puntaldìa. Anche qui, dietro la spiaggia, si apre uno stagno comunicante con il mare attraverso un canale. Queste spiagge fanno parte dell'Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, che tutela fondali, praterie di posidonia e una ricca vita marina. Proseguendo verso Capo Coda Cavallo si scoprono calette e punti panoramici affacciati sull'isola di Tavolara e sugli isolotti vicini.

Accesso a numero chiuso: come organizzarsi

Per proteggere un ambiente così fragile, negli ultimi anni il Comune di San Teodoro ha introdotto per Cala Brandinchi e Lu Impostu un sistema di accesso a numero chiuso con prenotazione online obbligatoria nei mesi estivi, generalmente da giugno a settembre. Senza prenotazione non si entra, quindi è fondamentale organizzarsi qualche giorno prima, soprattutto ad agosto. Modalità, periodi e contributi possono cambiare di stagione in stagione: verifica sempre le informazioni aggiornate sul sito ufficiale del Comune di San Teodoro.

Rispettare dune e stagni

Le dune che sostengono queste spiagge sono un ecosistema delicato: è importante camminare solo sui passaggi segnalati, non portare via sabbia o conchiglie e non disturbare gli uccelli degli stagni. Nell'area marina protetta valgono regole precise anche per la navigazione e l'ancoraggio. Piccoli gesti che permettono a questi luoghi di restare così belli anche per chi verrà dopo.

Consiglio pratico: arriva in spiaggia la mattina presto per trovare parcheggio e goderti l'acqua più calma e trasparente. Nei giorni di maestrale forte La Cinta diventa il regno dei kitesurfer, mentre le cale più riparate possono essere una scelta migliore per chi cerca acqua tranquilla.

Partendo da Berchidda, San Teodoro si raggiunge in auto in meno di un'ora: abbastanza vicino per una giornata intera al mare, abbastanza lontano per tornare la sera alla frescura dell'entroterra. Per chi desidera vedere la costa dal mare, la Dimora Sublime mette a disposizione su richiesta un gommone privato per escursioni.

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