Panorama di Berchidda con le case colorate distese ai piedi delle colline boscose del Limbara
Berchidda e le pendici del Limbara — foto: Gianni Careddu · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Berchidda si stende a mezzaluna sulle pendici meridionali del massiccio del Limbara, nell'alta Gallura, a poca distanza dalle sponde del lago Coghinas. È un paese che si scopre camminando: vie in salita, facciate in stile neoclassico e liberty, angoli di granito e, all'improvviso, ampie aperture sulla vallata. Chi arriva qui per la prima volta trova un centro raccolto e autentico, lontano dal ritmo della costa ma abbastanza vicino da poterla raggiungere in giornata. Ecco cosa non perdere.

Il centro storico e la piazza panoramica

Il modo migliore per entrare in sintonia con Berchidda è lasciare l'auto e salire a piedi tra le sue strade. Le case, molte delle quali con decorazioni ottocentesche e primo novecentesche, seguono la pendenza del terreno e disegnano una curva morbida attorno al colle. Il punto d'arrivo naturale è la piazza principale, che si affaccia sulla valle e sul profilo del Monte Acuto: al tramonto la luce radente accende il granito e i campi della piana, ed è facile capire perché i berchiddesi la considerino il salotto del paese.

Le chiese: dal barocco alle campestri

Nel cuore dell'abitato si trova la parrocchiale di San Sebastiano, che custodisce un pregevole altare ligneo barocco. Poco distante sorge la chiesa del Rosario, di impianto seicentesco, sobria e raccolta. Appena fuori dal paese, immerse nella campagna, si incontrano due chiese campestri del Seicento, Santa Caterina e Sant'Andrea: luoghi semplici, circondati da querce e muretti a secco, che in alcuni periodi dell'anno si animano per le feste religiose e per i concerti. Raggiungerle con una breve passeggiata o in bicicletta è un ottimo modo per respirare l'aria della campagna gallurese.

Il Museo del Vino e il Vermentino di Gallura

Ai piedi del colle di Sant'Alvara si trova il Museo del Vino, affiancato dall'Enoteca regionale. Il percorso ripercorre la storia della viticoltura sarda attraverso attrezzi per la lavorazione dell'uva e del vino, antichi contenitori in pietra e una sezione dedicata alla degustazione. Il protagonista, qui, è il Vermentino di Gallura, l'unico vino sardo a fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG): un bianco nato da vigne che crescono su suoli granitici, profumato e sapido. Prima della visita conviene controllare giorni e modalità di apertura sui canali ufficiali.

Paolo Fresu e Time in Jazz

Berchidda è il paese natale del trombettista Paolo Fresu, uno dei musicisti jazz italiani più conosciuti al mondo. Dal 1988 è anche la casa di Time in Jazz, il festival di cui Fresu è direttore artistico. Ogni anno, per circa una settimana attorno a Ferragosto, le piazze e le strade del paese diventano palcoscenici per i concerti serali, mentre di giorno la musica si sposta nei luoghi più suggestivi del territorio: le chiese campestri, i boschi del Limbara, la campagna. È un festival che vive in simbiosi con il paesaggio e che negli anni ha coinvolto anche i paesi vicini. Date, programma e luoghi cambiano da un'edizione all'altra: verificali sempre sul sito ufficiale del festival prima di organizzare il viaggio.

Il castello di Montacuto e le tracce più antiche

Su un'altura vicina al paese restano i ruderi del castello di Montacuto, risalente all'XI secolo. Fu un importante centro politico e militare, conteso nei secoli tra i giudici di Torres e di Arborea, Pisani e Genovesi, fino al periodo catalano. Oggi rimangono tratti di mura, una torre e una cisterna, ma il panorama da lassù ripaga la salita. Il territorio di Berchidda è ricco anche di testimonianze più antiche: domus de janas, dolmen, tombe di giganti e nuraghi punteggiano le campagne e raccontano una presenza umana millenaria.

Tradizioni e sapori

La vita del paese è ancora legata alla terra: l'allevamento, la vigna e la lavorazione del sughero, ricavato dalle querce che coprono le colline. Le feste religiose dell'anno, tra primavera e inizio estate, sono occasioni per vedere gli abiti tradizionali e assaggiare salumi, formaggi e dolci locali. A tavola vale la pena cercare la suppa cuatta, strati di pane raffermo bagnati nel brodo di pecora e arricchiti di pecorino fresco e stagionato, e i sospiri, delicati dolcetti a base di mandorle. Anche per le feste patronali, date e programmi vanno verificati di anno in anno presso il Comune o la Pro Loco.

Consiglio pratico: visita il centro nel tardo pomeriggio, quando la luce è più morbida e le strade si animano. Scarpe comode sono d'obbligo: le vie del paese sono in salita e alcune hanno il fondo in pietra.

Partendo da Berchidda, con la piazza principale a circa cinque minuti a piedi dalla Dimora Sublime, è facile alternare giornate di scoperta del borgo e delle sue campagne a escursioni sul Limbara o verso il mare. Lasciata l'auto nel parcheggio privato, il paese si gira tranquillamente a piedi.

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