Nell'entroterra del nord Sardegna, dove la Gallura sfuma nel Logudoro e nell'Anglona, si allunga un grande specchio d'acqua dai contorni frastagliati: il lago del Coghinas. Visto dall'alto sembra un fiume che si è fermato a riposare tra colline di granito, sughere e macchia mediterranea. È un luogo poco conosciuto da chi frequenta solo la costa, eppure regala paesaggi ampi e silenziosi, ideali per chi cerca natura e ritmi lenti.
Un lago nato da una diga
Il Coghinas è un invaso artificiale, creato nel 1927 con la costruzione di una diga e di una centrale idroelettrica nella stretta del Muzzone, sulle pendici del Monte Limbara, nel territorio di Oschiri. Per capacità è considerato il maggiore invaso del nord dell'isola, e ancora oggi svolge un ruolo importante per la produzione di energia e per le riserve idriche del territorio. Il fiume che lo alimenta raccoglie le acque di diversi corsi, tra cui il rio Mannu di Oschiri e il rio Mannu di Berchidda, che si incontrano nella piana di Chilivani: un legame diretto con il paese ai piedi del Limbara.
Il paesaggio delle sponde
Le rive del lago sono un susseguirsi di graniti levigati, piccole insenature, promontori coperti di macchia e boschi di leccio e sughera. Lungo le sponde crescono tamerici e arbusti mediterranei, e in base alla stagione e al livello dell'acqua emergono spiaggette di sabbia chiara e rocce dalle forme curiose. Il paesaggio cambia molto durante l'anno: in primavera i prati attorno sono verdissimi, in estate dominano i toni dorati delle stoppie, in autunno la luce bassa disegna riflessi suggestivi sull'acqua.
Birdwatching, pesca e sport d'acqua
Il lago è un ambiente prezioso per la fauna. Le valli che lo circondano sono frequentate da molti uccelli e il birdwatching è una delle attività più apprezzate, soprattutto nelle prime ore del mattino. Nelle acque vivono trote, carpe, persici, tinche e anguille, e per questo il Coghinas è noto anche tra gli appassionati di pesca sportiva (sempre nel rispetto delle norme e dei permessi previsti). Le acque calme si prestano inoltre alla canoa e, in alcuni tratti, allo sci nautico, mentre i sentieri e le strade di campagna attorno al lago sono perfetti per trekking e mountain bike.
I paesi del lago e la chiesa sommersa
Attorno al Coghinas si affacciano piccoli centri dell'entroterra. Sulla sponda di Tula sorge la frazione di sa Sia, dove all'inizio del Novecento fu costruita la chiesa di San Pietro, in ricordo dell'omonima chiesa più antica rimasta sommersa con la creazione dell'invaso: una storia che aggiunge un velo di malinconia a questo paesaggio d'acqua. Poco lontano, sulla strada verso Perfugas, merita una deviazione la chiesa romanica di Nostra Signora di Coros, risalente alla prima metà del XII secolo. Anche Oschiri, nel cui territorio si trova la diga, è un buon punto da cui affacciarsi sul lago.
Una festa sulle rive
Il legame tra il lago e le comunità locali si esprime anche a tavola. Ogni anno, all'inizio di agosto, sulle sponde del Coghinas nel territorio di Tula si svolge la Sagra della carpa, dedicata ai piatti a base di pesce d'acqua dolce: un'occasione per conoscere una tradizione gastronomica poco nota fuori dalla zona. Date e programma possono variare di anno in anno, quindi è bene verificarli sui canali ufficiali del Comune di Tula o della Pro Loco prima di mettersi in viaggio.
Partendo da Berchidda, il lago del Coghinas si raggiunge facilmente in auto in giornata: è una gita perfetta per una mezza giornata, magari da abbinare a un'escursione sul Limbara. Al rientro, il balcone con vista della Dimora Sublime è il posto giusto per guardare le foto della giornata.
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